Andrebbe definito disastro rosso, questo weekend a Shanghai. Da Hamilton in pole alla doppia squalifica, il weekend del GP di Cina ha lasciato l’amaro in bocca a Ferrari e molti altri. Lo stesso che lascia pensare che oltre alle palesi differenze tra la monoposto di Maranello e le altre, rispetto all’anno scorso, vi sia davvero bisogno di considerare il segnale chiaro di quanto non vada ai box del Cavallino. Inoltre incuriosisce quale sia la domanda giusta da porsi. È la gestione del team il problema? O i piloti? E se invece si stesse arrivando alla consapevolezza che quello della SF-25 sia davvero un progetto troppo ambizioso?
È che questa potrebbe essere la causa di un sogno in fumo. Sebbene la Ferrari non sia stata eccellente negli ultimi anni, il secondo posto ai Costruttori sembrava garantire qualcosa in più che una disfatta già evidente ai primi due Gran Premi. Della Rossa si conosce già la capacità di alternare i momenti di esaltazione ai crolli, ma non ci si aspettava di vedere subito un esempio di questa incostanza cronica. Una scuderia che passa dalla gioia di una pole position e un primo posto nella Sprint Race con Hamilton, a una squalifica senza senso. Una delusione per i Tifosi, ma soprattutto per Vasseur, in una domenica piena di speranze che avrebbe dovuto segnare un passo avanti e invece ha rivelato ancora una volta tutti i problemi irrisolti di Maranello.
Sabato dell’illusione in Ferrari: P1 di Hamilton e speranze tradite in Cina
L’arrivo di Hamilton in Ferrari ha acceso grandi aspettative. Il sette volte campione, noto per saper tirare fuori il massimo da ogni vettura, è visto come l’uomo giusto per riportare il Cavallino ai vertici. E per un attimo, sabato, è sembrato possibile: con un giro perfetto, il britannico ha mostrato che la SF-25 di quest’anno, nelle giuste condizioni, può essere competitiva. Ma i segnali di una domenica difficile erano già evidenti nella gara di Leclerc, tra problemi di passo e gestione gomme.
E così è stato: una gara disastrosa. Strategia incerta, degrado gomme sottovalutato e Hamilton in difficoltà nel controllare la vettura, tanto da chiedere di far passare il compagno. A complicare tutto, l’incidente iniziale tra le Ferrari, con danni all’ala anteriore di Leclerc. E infine, il colpo di grazia: la squalifica post-gara di entrambe le monoposto.
La convocazione dai commissari
Charles Leclerc è stato infatti convocato dai commissari per un’irregolarità nel peso subito dopo il GP della Cina. La SF-25, privata del carburante, è scesa sotto il minimo di 800 kg per appena 1 kg, violando l’Articolo 4.1 del Regolamento Tecnico. Stessa situazione per Pierre Gasly. E quando i problemi sembravano finiti, il controllo al fondo subito anche da altri piloti, hanno portato Lewis Hamilton a subire la stessa sorte: l’usura eccessiva dello skid block posteriore ha portato la FIA a rilevare misure inferiori ai 9 mm minimi richiesti. Un problema già costato la squalifica ad Austin 2023. Risultato? Ferrari a casa senza un punto.

Errori imperdonabili a Maranello: cosa sta succedendo?
Com’è possibile che un team con le risorse e l’esperienza della Ferrari continui a commettere leggerezze simili? Un’irregolarità del genere non è solo un problema di interpretazione del regolamento, ma un segnale di mancanza di controllo nei dettagli. In un campionato in cui si ragiona per millesimi, una svista del genere è inaccettabile. Persino Leo Turrini ne ha parlato, in una considerazione pregna di ottimismo e pessimismo assieme. Da un lato, c’è ottimismo per alcune scelte tecniche; dall’altro, persistono dubbi significativi, tra cui quelli riguardanti la sospensione pull-rod. Dopo i test invernali, le aspettative non sono state soddisfatte, nonostante gli sforzi di Vasseur, impegnato fin da subito a migliorare la monoposto.
Il fatto è che quello Ferrari è un problema che va oltre l’episodio della Cina. Da anni, Scuderia alterna prestazioni brillanti a errori grossolani. Nel 2022, la gestione strategica delle gare ha compromesso le possibilità di titolo di Leclerc. Nel 2023, gli sviluppi tecnici non hanno portato ai risultati sperati. Nel 2024, la squadra ha faticato a mantenere costanza nel rendimento. E ora, nel 2025, oltre ai problemi di competitività, si aggiungono anche errori di natura regolamentare. Eppure sembrava che la direzione dell’ingegnere francese fosse improntata sul ripartire da zero, non da errori precedenti.
Crisi Ferrari: se ne parla già da adesso?
Pertanto la situazione è delicata, eppure non irreparabile. La stagione è ancora lunga e il tempo per recuperare esiste. Ma i cambiamenti devono essere immediati e drastici. Non è accettabile che una squadra così faccia errori regolamentari banali, che il muretto faccia da punto debole in qualsiasi ambito e le decisioni penalizzino i piloti piuttosto che aiutarli. Hamilton è abituato a lottare per il titolo e non vorrà certo sprecare gli ultimi anni della sua carriera in un progetto che non decolla. Leclerc, dal canto suo, è già stato messo a dura prova da stagioni di alti e bassi, e il rischio è che la sua fiducia nel team si eroda sempre di più. Ferrari deve dimostrare ai suoi piloti che è all’altezza della sfida.
Se la stagione 2025 è iniziata con grandi aspettative, ma il GP della Cina ha evidenziato tutti i limiti attuali della Ferrari, la doppia squalifica necessita di essere l’ultimo capitolo di una serie di episodi sfortunati. Quindi la domanda giusta non è se la Ferrari sia abbastanza veloce, ma se a Maranello possano riuscire a gestire una stagione senza perdersi in un bicchiere d’acqua. Finché si continuerà infatti a commettere errori evitabili e a oscillare tra illusioni e disastri, il sogno del titolo mondiale resterà esattamente quello: un sogno.